Visualizzazione post con etichetta Medicina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Medicina. Mostra tutti i post

4 giugno 2011

Batterio killer: E. coli e la riscossa del rame in cucina

Su una superficie di rame asciutta 10 milioni di batteri E. coli vengono eliminati in 10 minuti
L'epidemia da E. coli sviluppatasi in Germania ha portato le autorità sanitarie di tutti i paesi a sottolineare come il lavarsi le mani e l'attenersi a una preparazione igienicamente attenta degli alimenti debba rappresentare la prima misura da osservare per evitare il rischio di infezioni da E. coli.

Un'altra cosa a cui bisogna fare attenzione è non provocare un trasferimento di batteri da un cibo all'altro, cosa che può succedere se si pone un alimento contaminato su un piano di lavoro e successivamente se ne appoggia un altro senza una adeguata pulizia. A ricordarlo è Bill Keevil, direttore della divisione di microbiologia e dell'Unità di salute ambientale dell'Università di Southampton, che aggiunge un suggerimento.

"E' stato appena completato uno studio sull'efficacia del rame contro i nuovi ceppi di E. coli. Anche se non aveva di mira specificamente il ceppo O104, tutti i ceppi studiati sono rapidamente morti sul rame."

L'uso di superfici d'appoggio in rame ridurrebbe quindi drasticamente il rischio di contaminazioni incrociate fra alimenti: su una superficie di rame asciutta lo studio ha mostrato che 10 milioni di batteri E. coli vengono eliminati in 10 minuti, mentre se la superficie è umida il tempo è di circa 45 minuti. Questa proprietà è condivisa anche dalle leghe, come il bronzo e l'ottone.

Da:"Le scienze"

1 febbraio 2010

Omeopatia vs. Medicina


L’ora zero è scoccata alle 10 e 23 di ieri fuso di Greenwich, e fra poco vi spiegheremo come mai anche il numero aveva il suo perché. Alle 10 e 23 dunque, dalla Gran Bretagna all’Australia, dal Canada agli Stati Uniti, 300 entusiasti signori in maglietta corredata da slogan («dentro non c’è niente») hanno messo in scena quel che poteva maledettamente somigliare a un avvelenamento di massa: oplà, un granulo dopo l’altro, hanno inghiottito l’intero contenuto di un flacone di «arsenicum album», rimedio omeopatico a base di arsenico contro l’insonnia e l’intossicazione da cibo. 84 pastiglie in tutto, deglutite fra sorrisi compiaciuti e «yum yum» deliziati. Il loro scopo: dimostrare che non si tratta altro che di confetti allo zucchero, perché secondo loro l’omeopatia è una ciarlatanata e non cura proprio nulla. Se qualche effetto fa, concedono, è dovuto al famoso effetto placebo, ed è cioè questione di suggestione psicologica.

La protesta (finora non risultano ricoveri in ospedale) era rivolta soprattutto a «Boots», la catena britannica di farmacie che vende preparati omeopatici nel reparto riservato ai medicinali. «Loro si fanno scudo della libertà del consumatore - ribadiva un manifestante in un centro commerciale di Southampton - ma se davvero gli stesse a cuore fornirebbero più informazioni su quello che tengono in negozio». Senza contare il dispendio per la comunità: ogni anno, dei 40 milioni di sterline spesi nel Regno Unito per trattamenti omeopatici, pari a circa 50 milioni di euro, un buon dieci per cento è rifuso dal servizio sanitario nazionale. Eppure i principi omeopatici sfidano le leggi scientifiche, ed ecco il perché delle 10 e 23: 6 x 10 alla 23esima è infatti, approssimativamente, la cosiddetta costante di Avogadro, che fissa il numero di molecole contenuto in una mole di sostanza. E siccome uno dei principi basilari dell’omeopatia sta nella diluizione delle sostanze (insieme a quello fondamentale della similitudine, cioè del curare una malattia con la stessa cosa che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nel malato), le leggi della chimica provano che il prodotto finale è così diluito da non contenere neanche una molecola della sostanza di partenza. «Acqua fresca», appunto, come stava scritto sul cartello brandito da uno dei manifestanti. La sua foto è già su «flickr», un sito dove si condividono fotografie con gli iscritti.

Ma la protesta di ieri, lanciata dagli «scettici» della «Merseyside Skeptics Society» di Liverpool, è stata soprattutto il frutto di una caratteristica nazionale britannica particolarmente spiccata e combattiva: il non crederci, il voler sempre andare a sperimentare e a toccare con mano. I nipotini di John Locke e David Hume, i filosofi dell’empirismo, sono arrivati nei centri commerciali con un piccolo accompagnamento musicale e hanno eseguito la loro deglutizione rituale con la solennità di un Edward Jenner che inoculi il vaccino del vaiolo. Prima, tuttavia, hanno rivolto un avvertimento alle macchine da presa che testimoniavano il gesto: «Attenzione, noi sappiamo come farlo e lo facciamo al posto vostro. Voi però non provateci in prima persona». Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio.

da: "La Stampa"

3 giugno 2009

Dai pomodori italiani una pillola contro le malattie cardiache


I pomodori italiani aiuteranno a sconfiggere le malattie cardiache. Un nuovo farmaco, sviluppato dalla Cambridge Theranostics, utilizza una forma di “licopene”, un antiossidante normalmente contenuto nei pomodori, per impedire l’ostruzione delle arterie e per liberarle dal colesterolo cattivo.

Già da tempo si sapeva, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico “Daily Mail”, che il licopene dà ai pomodori il loro caratteristico color rosso e che aiuta prevenire infarti e malattie cardiache. Tuttavia, non tutto il licopene presente in un pomodoro è utilizzabile dal corpo umano, che è capace di assorbirne solo una parte.

Il licopene si presenta infatti in due “isomeri”, cioè in due forme differenti della stessa molecola: la forma “trans”, della quale i pomodori rossi sono ricchi ma che è difficile da assorbire, e la forma “cis”, molto più facile da utilizzare per il corpo umano.

La varietà di pomodoro utilizzato dai ricercatori inglesi nell’ultimo studio si chiama pomodoro tangerino, ha un bel colore arancio, si coltiva in Italia ed è ricco del licopene “buono”, facile da assorbire. Il nuovo farmaco derivato da questi pomodori è una pillola chiamata “Ateronon” e sarà presentato oggi a Londra in un convegno internazionale di cardiologi.

Gli studi finora svolti hanno dimostrato che è capace di ridurre il colesterolo “cattivo” del 90 per cento nell’arco di due mesi; ulteriori test clinici si svolgeranno presso l’Addenbrookès Hospital in Cambridge e alla Harvard Medical School negli Usa.

Peter Kirkpatrick, chirurgo neurovascolare a capo dello studio, ha spiegato: «Ateronon è il risultato dei numerosi studi condotti sulla dieta Mediterranea. I benefici del licopene all’interno di questa dieta non possono essere ignorati: Ateronon sarà un modo più efficace per poterlo ottenere. Si tratta di prodotto naturale e sicuro».

29 aprile 2009

Influenza da virus A/H1N1: domande e risposte


Cos'è la nuova influenza provocata da virus A/H1N1?

La nuova influenza umana da virus A/H1N1. La nuova influenza A/H1N1 è un infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza: febbre ad esordio rapido, tosse, mal di gola, malessere generale. Come per l’influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite, e casi mortali. I primi casi di questa nuova influenza umana da virus A/H1N1 sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A/H1N1 è infatti un virus di derivazione suina. Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni 50 e sono legati ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A/H1N1 si è ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona. L’influenza non viene trasmessa attraverso il cibo e si sottolinea come, anche se i primi casi siano stati legati a suini, non vi sia alcun rischio di infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o prodotti a base di carne suina. Trattandosi di un nuovo virus influenzale, la vaccinazione con i tradizionali vaccini antinfluenzali (vaccini stagionali) molto probabilmente non è efficace; la vaccinazione contro l’influenza classica è comunque una misura raccomandata in caso di viaggi.

Come nasce la nuova influenza?
Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di "riassortimento" e nuovi virus che sono un mix di virus umani/aviari/suini possono emergere. Nel corso degli anni, sono emerse diverse varianti di virus influenzali suini; al momento, nei maiali sono stati identificati 4 sottotipi principali di virus influenzali di tipo A: H1N1, H1N2, H3N2, and H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati H1N1

Quali sono i sintomi della nuova influenza umana da virus A/H1N1?

I sintomi della nuova influenza umana da virus A/H1N1 sono simili a quelli della "classica" influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse. Alcune persone hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea.

Quanto è grave l'influenza da virus A/H1N1 nell'uomo?
Come l'influenza stagionale, l'influenza da virus influenzale A/H1N1 nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave. Come l'influenza stagionale, può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus A/H1N1.

Le persone possono prendere la nuova influenza umana da virus A/H1N1 mangiando carne di maiale?
No, i virus della nuova influenza umana da virus A/H1N1 non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre tale influenza mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale. Mangiare carne maneggiata in maniera appropriata, carne cotta e prodotti a base di carne suina non comporta alcun rischio. Cuocere la carne a temperatura interna di 70-80° gradi uccide il virus dell'influenza, così come gli altri batteri e virus, al pari della stagionatura.

Come si trasmette la nuova influenza umana?

La trasmissione da uomo a uomo del virus dell'influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie è essenziale nel limitare la diffusione dell'influenza.

Per quanto tempo una persona infetta può trasmettere il virus dell’influenza umana da nuovo virus A/H1N1 ad altre persone?

Le persone con influenza umana da nuovo virus A/H1N1 sono da considerare potenzialmente contagiose per tutto il periodo in cui manifestano sintomi, generalmente per 7 giorni dall’inizio della sintomatologia, più il giorno che precede l'insorgenza dei sintomi. I Bambini, specialmente quelli più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi.

Cosa si può fare per proteggersi dall’influenza umana da nuovo virus A/H1N1?
In questo momento non c’è un vaccino che sia efficace contro l’influenza da virus A/H1N1; ci sono tuttavia azioni comuni che aiutano a prevenire la diffusione di germi che causano infezioni respiratorie come l’influenza:

* coprire con un fazzoletto naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura dopo averlo usato
* lavare spesso le mani con acqua e sapone specialmente dopo avere tossito o starnutito ; sono utili ed efficaci anche detergenti per le mani a basi di alcol
* cercare di evitare contatti con persone malate
* in caso di influenza, rimanere a casa e limitare i contatti con altre persone per evitare di infettarle
* evitare di toccare occhi, naso e bocca perché i germi si diffondono proprio in questo modo

Come si può diagnosticare l'infezione da virus influenzale A/H1N1 nell'uomo?
Per la diagnosi di tale influenza è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall'inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque, alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. L'identificazione del virus richiede l'invio del campione ad un Laboratorio di riferimento. E' il medico ad indirizzare l'eventuale caso sospetto al laboratorio di riferimento.

Quali farmaci possono essere usati per trattare le infezioni da virus influenzali A/H1N1 nell'uomo?
Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il trattamento dell'influenza: amantadina, rimantadina, oseltamivir e zanamivir. Mentre la maggior parte dei virus si sono rivelati suscettibili a tutti e quattro i farmaci, il nuovo virus influenzale è risultato resistente alla amantadina e alla rimantadina; pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento della nuova Influenza.

Quando sarà pronto il vaccino?
Un vaccino non esiste al momento, il virus è stato isolato e sequenziato e ci sono tutte le indicazioni disponibili per produrre un vaccino, che potrebbe essere pronto nel giro di tre-quattro mesi.

Da:"ministerosalute.it" - Sito ufficiale del Ministero della Salute

25 marzo 2009

In tre anni dalle staminali sangue artificiale sicuro


Sarà possibile produrre quantità illimitate di 'gruppo 0', quello dei donatori universali che non comporta rischi. Forti implicazioni di ordine etico.

Gli scienziati inglesi potrebbero essere i primi al mondo a produrre quantità illimitate di sangue sintetico da cellule staminali embrionali per trasfusioni senza alcun rischio di infezione. Il progetto di ricerca, di cui è stata data notizia alla stampa internazionale proprio in questi giorni, si concluderà fra tre anni con la prima trasfusione in volontari umani di "sangue sintetico", derivato da cellule staminali di embrioni ottenuti con la fecondazione in vitro. Il piano sarà guidato dal professore Marc Turner della Edimburgh University.

Una scoperta del genere potrebbe aiutare a salvare le vite di tutti coloro che sono rimasti vittime di incidenti stradali e che sono rimasti feriti in guerra, rivoluzionando i servizi di trasfusione sanguigna, che attualmente dipendono da un network di volontari donatori di sangue fresco.

Il progetto multimilionario, che coinvolge la NHS Blood and Transplant, il servizio scozzese di trasfusione del sangue a livello nazionale, e il Wellcome Trust, il più grande istituto di ricerca del mondo, mette la Gran Bretagna in una posizione di vantaggio rispetto agli altri Paesi nella corsa mondiale allo sviluppo di sangue in provetta. I ricercatori testeranno gli embrioni umani ottenuti da fecondazione in vitro per trovare quelli geneticamente programmati per sviluppare sangue "O-negativo", gruppo donatore universale adatto ad ogni tipo di trasfusione senza alcun rischio di rigetto.

Questo gruppo sanguigno è relativamente raro (si trova più o meno nel 7% della popolazione), ma potrebbe grazie a questo sistema venire prodotto in quantità illimitata con cellule staminali embrionali, grazie alla loro capacità di moltiplicarsi all'infinito in laboratorio.

L'obiettivo del progetto è quello di stimolare le cellule staminali a svilupparsi in mature cellule sanguigne portatrici di ossigeno, da utilizzare per trasfusioni di emergenza. Sangue di questo tipo avrebbe il vantaggio di non essere a rischio di infezione da virus HIV, epatite o morbo della mucca pazza. I militari sarebbero tra coloro che ne trarrebbero maggior vantaggio, dato che le situazioni di guerra richiedono spesso quantitativi straordinari di sangue fresco da donatori universali.

Ma sviluppare sangue da cellule staminali embrionali incontrerà certamente l'ostacolo più grande, quello del dibattito etico. I curatori del progetto sanno perfettamente che che ci saranno persone non proprio entusiaste all'idea di distruggere degli embrioni per creare cellule staminali. E di mezzo c'è anche la delicata questione filosofica relativa al fatto che quel sangue proverrà da una persona che non è mai esistita. In teoria, infatti, un solo embrione potrebbe soddisfare il fabbisogno di un'intera nazione.

Ricerche simili sono già attive in altri Paesi come Svezia, Francia e Australia. Lo scorso anno un gruppo statunitense, Advanced Cell Technology, aveva annunciato di essere in grado di produrre miliardi di cellule sanguigne dalle staminali ma aveva rinunciato al progetto per lo stop ai finanziamenti in vigore sotto l'amministrazione di George W. Bush. Limiti recentamente rimossi da Barack Obama.

Da:"La Repubblica"

4 marzo 2009

Sla, alle Molinette nasce una speranza


Un´équipe di Neurologia scopre il gene che regola la malattia dei calciatori.

L´hanno battezzato Sunc1, ed è il più significativo fra i sette geni che favoriscono la comparsa della sla, la micidiale sclerosi laterale amiotrofica che ha ucciso Mao Tse-Tung, l´attore David Niven, di recente il calciatore del Genoa Gianluca Signorini. La scoperta del gene Sunc1, un passo avanti eccezionale nello studio delle cause scatenanti di una malattia di cui si sa ancora molto poco, nasce al Centro Sla dell´ospedale Molinette di Torino guidato da Armando Chiò, il quale ha coordinato la parte italiana di uno studio internazionale (sono stati coinvolti dieci centro italiani, cinque americani, due tedeschi e due londinesi) pubblicato sulla rivista Human Molecular Genetics.

La ricerca è stata condotta su 2.161 pazienti, dei quali 900 italiani. Fra loro anche molti nomi famosi, sportivi, calciatori, una delle professioni più di altre colpite dalla sla. Malati che si sono dimostrati molto disponibili a sottoporsi ad un´indagine che un giorno potrebbe aprire le frontiere ad una possibilità di cura. La ricerca è stata condotta su pazienti affetti da sla di tipo sporadico, vale a dire non ereditaria. La stragrande maggioranza dei casi, considerato che i casi ereditarietà non sono superiori al 5-10 per cento.«Sono abbastanza convinto - spiega Chiò - che un approfondimento successivo dimostrerà che i casi possano anche essere sovrapponibili». Gli studi condotti finora rivelano che le cause della insorgenza della malattia nascono da un intreccio di fattori genetici ed ambientali, si parla infatti di ecogenetica.

Chiò è pronto anche a scommettere che molti altri geni saranno identificati in futuro, oltre ai sette che compaiono nello studio durato due anni: «Mi sembra che questa sia solo la punta dell´iceberg». Un´indagine in due fasi finanziata dall´Istituto superiore di sanità, dalla Regione, dalla Federazione italiana gioco calcio e dalla Fondazione Vialli-Mauro, i due ex-giocatori della Juventus che da anni dedicano tempo e risorse a questa causa benefica. Il costo complessivo è di 1 milione e 500 mila dollari, il 90 per cento dei quali provenienti dagli Stati Uniti, soltanto il 10 per cento fondi italiani.

Ma quali sono le categorie maggiormente colpite dalla sla? Oltre ai calciatori, tutti coloro che operano nel settore agricolo, i saldatori, alcuni reduci della prima guerra del Golfo, persone che di solito fanno molta attività sportiva, anche se non necessariamente agonistica. Riflettori puntati sul diserbanti, su alcune sostanze chimiche, un capitolo da approfondire è quello sui traumi. Per ora si sa che la sla colpisce più gli uomini che le donne (una percentuale di 60 a 40).

Il Centro Sla all´ospedale Molinette di Torino è nato dieci anni più tardi, nel 1992, e tre anni più tardi nasce anche un registro europeo, una banca dati di grandissimo valore. A febbraio di quest´anno sono stati diffusi i dati dei primi dieci anni. Dal 1995 al 2004 i malati in Piemonte sono stati 1.260, mille nel frattempo sono morti. Ogni anno i nuovi casi oscillano fra 120 e 130, ottanta transitano nel centro del San Giovanni Battista, che Chiò guida all´interno del reparto di neurologia universitaria diretto da Roberto Mutani. L´età media dei malati è attorno ai 65 anni, ma la Sla colpisce a qualsiasi età, il più giovane paziente del centro torinese ha 17 anni, il più vecchio 93.

Da:"L'espresso"
Ultim'ora

ANSA.it - Scienza News

Le notizie aggiornate - Quotidiani e Riviste on line

Explora - RAI.it

Galileo - Giornale di scienza e problemi globali

Google News Italia

LaStampaWeb.it

Repubblica.it

Torinoscienza.it

Blog

Appunti Digitali

Avventure Planetarie

Gravità Zero

Guit Scienza - Guida alle Scienze in Italia

Made in Italy

Percorsi strani

Piazza Vittorio

Science Backstage

Storie spaziali

MediaLab

Il giardino di Albert

Enti

Agenzia Spaziale Europea

Città della Scienza - Napoli

Consiglio Nazionale delle Ricerche

Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

Museo della scienza e della tecnologia "leonardo da vinci" di milano

MolecularLab.it

Pikaia - Il portale dell'evoluzione

WordPress.com - Enti di ricerca