
La scoperta è descritta in un articolo a firma Nicholas J. Conard, dell'Istituto di studi preistorici dell'Università di Tübingen, pubblicato su "Nature".
La datazione al radiocarbonio degli orizzonti stratigrafici nella cui prossimità è stata ritrovata la nuova Venere indica un periodo compreso fra i 31.000 e i 40.000 anni, e l'insieme dei dati stratigrafici la fanno attribuire agli albori del periodo cosiddetto Aurigniaziano. (Un orizzonte stratigrafico è un'interfaccia che indica una posizione particolare nella successione stratigrafica, dotata di caratteristiche tali da poterne seguire l'andamento laterale.)
La Venere di Hohle Fels era stata rinvenuta nel settembre 2008 a tre metri sotto l'attuale pavimento della grotta, a una ventina di metri dall'ingresso della caverna. Alta otto centimetri, la scultura appare ben conservata, pur mancandole il braccio sinistro.
La Venere di Hohle Fels si caratterizza per una serie di tratti molto originali che la distinguono dalle altre Veneri posteriori. La prima cosa che si nota è l'assenza della testa, al cui posto, al di sopra delle larghe spalle è scolpito un piccolo anello inciso. Le braccia sono corte con mani ben scolpite dalle dita chiaramente identificabili appoggiate sul ventre, appena al di sotto del prominente seno, mentre una serie di linee orizzontali tracciate su tutto il corpo richiamano la presenza di un vestito o un drappeggio.
Da:"Le Scienze"
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